Con Morte di un naturalista , nel 1966, iniziava la straordinaria avventura poetica di Seamus Heaney. Il suo esordio aveva subito imposto una personalità d’autore matura e originalissima, la cui voce si sarebbe ben presto confermata inconfondibile e centrale nel panorama della poesia degli ultimi cinquant’anni. Carico di motivi che verranno poi a svilupparsi nella coerenza delle opere successive, questo primo libro colpisce fin dalle battute iniziali per l’energia con cui viene presentato un mondo in cui il legame con la terra – e con la quotidiana esperienza umile di chi la abita e lavora – sprigiona un senso di complessa autenticità vitale, tanto lontana dalla realtà di oggi da sembrare quasi preistorica. Per gli uomini del paesaggio irlandese di Heaney, la realtà è nella fatica e nella sapienza del lavoro, nello scavo della terra stessa. E il poeta è un osservatore sensibilissimo di fronte alla molteplicità della natura, nel suo incessante ripetersi di morte e rinascita, dove la bellezza e la meraviglia vengono inesorabilmente a coesistere con l’orrore e la paura, sentimento molto forte in quest’opera, come sottolinea nella sua Nota Marco Sonzogni, a cui si deve la bella traduzione in versi italiani. Una molteplicità, quella che si manifesta in Morte di un naturalista, pullulante di presenze, di animali, a volte lievi e guizzanti come farfalle o trote, ma spesso invece inquietanti come rane, topi o pipistrelli o quei poveri gattini affogati. E con gli animali queste pagine di Heaney ci mostrano anche svariati personaggi umani, come il portuale « forte e rozzo come una croce celtica», le « vecchie dalla faccia come pasta con scialli neri», ma anche due grandi maestri di scrittura come Synge, che ha « nella testa il raspare di una dura penna», e Joyce « quasi cieco a Parigi». Uomini in genere indaffarati con i loro attrezzi, uomini elementari e formidabili insieme, legati come il poeta a tradizioni e ritmi a lungo rimasti immutabili e sempre caratterizzati da un contatto fisico diretto costante con « la musica di ciò che accade». Figure, scene e situazioni che risaltano nella loro verità semplice dentro un mondo spigoloso, e che lo scavo poetico di Heaney rende per sempre vive ed esemplari.