Una via di fuga. Da cosa? E perché? Non certo dalla geometria! Il riferimento alla fuga è anzitutto musicale, perché questo libro si presenta come una composizione a più voci, che si intrecciano e si inseguono fra loro per arrivare a una stretta finale: l’abbattimento dell’ordinario paradigma euclideo e la scoperta di straordinarie geometrie alternative, che permeano la scienza e l’arte delle età moderna e contemporanea. Ma il riferimento alla fuga è anche pittorico, perché una di queste geometrie alternative è quella proiettiva, ispirata e stimolata dall’invenzione della prospettiva. Far convergere le rette parallele in un punto, non a caso chiamato « di fuga», ha richiesto un ripensamento della percezione e della concezione dello spazio. Il riferimento del titolo, infine, è storico. Perché, in un certo senso, di una letterale fuga si tratta e si narra. Non dalla geometria stessa, come dicevamo, ma dal vecchio Euclide e dai suoi vecchi Elementi, verso nuovi geometri e nuove geometrie. Per procedere oltre, verso altri punti di fuga che apriranno la nostra mente e i nostri occhi alle nuove conquiste della matematica e dell’arte.