Da bambino, Bruce Springsteen ascoltava dalla voce della madre Brave Cowboy Bill , la storia di un piccolo cowboy puro di cuore. Era il suo primo contatto con il mondo del West, una passione che oggi lo porta ad amare i film di John Ford, la musica messicana e l’arte degli Indiani d’America. Da ciascuna di queste fonti, così come dalla vita e dal rock, che gli hanno insegnato a fondere fantasia e saggezza, nasce Outlaw Pete , leggenda moderna di un criminale che inizia a rapinare banche con il pannolino per poi conoscere tutte le asperità dell’età adulta. È una delle storie più ambiziose e originali mai scritte da Springsteen: in otto minuti, una meditazione sul destino epica e dura, piena di paradossi eppure mai farsesca. È un dramma musicale articolato, un arazzo in cui si intrecciano svariati stili rock e un’orchestrazione memore delle colonne sonore di Morricone.